L’EHT studia il getto di OJ 287: uno sguardo ravvicinato a un blazar estremo

L’EHT studia il getto di OJ 287: uno sguardo ravvicinato a un blazar estremo

Il telescopio che ha regalato al mondo le prime immagini dirette di un buco nero torna a far parlare di sé. Questa volta l’attenzione è puntata su OJ 287, uno dei blazar più studiati e misteriosi del cielo, osservato con l’Event Horizon Telescope (EHT).

L’articolo completo è disponibile su Media INAF:
👉 https://www.media.inaf.it/2026/01/08/eht-studia-il-getto-di-oj287/


🔭 Che cos’è OJ 287?

OJ 287 è un blazar, cioè un tipo particolare di galassia attiva in cui uno dei getti relativistici prodotti dal buco nero centrale è orientato quasi direttamente verso la Terra.

Questo allineamento rende l’oggetto estremamente luminoso e variabile. OJ 287 è celebre anche perché si sospetta ospiti un sistema binario di buchi neri supermassicci, uno scenario rarissimo e di enorme interesse per l’astrofisica relativistica.


🚀 Il getto sotto la lente dell’EHT

Grazie alla tecnica dell’interferometria a lunghissima base (VLBI), l’EHT combina radiotelescopi sparsi in tutto il mondo, raggiungendo una risoluzione angolare straordinaria, equivalente a quella di uno strumento grande quanto la Terra.

Questa potenza permette di:

  • osservare la regione di lancio dei getti relativistici,
  • studiare la struttura interna del flusso di plasma,
  • testare i modelli magnetoidrodinamici che descrivono l’accelerazione delle particelle.

Nel caso di OJ 287, le nuove osservazioni forniscono dettagli preziosi sulla geometria e sull’evoluzione del getto, contribuendo a chiarire come l’energia venga estratta dal sistema buco nero–disco di accrescimento.


⚡ Perché è importante?

I getti relativistici sono tra i fenomeni più energetici dell’Universo. Comprendere come si formano e come si collimano significa affrontare domande fondamentali:

  • Qual è il ruolo dei campi magnetici vicino all’orizzonte degli eventi?
  • Come si trasferisce l’energia rotazionale del buco nero al getto?
  • In che modo eventuali interazioni binarie influenzano la struttura del flusso?

OJ 287 è un laboratorio ideale per rispondere a questi interrogativi, soprattutto se davvero ospita due buchi neri in orbita reciproca.


🌠 Un tassello nella fisica dei buchi neri

Dopo le immagini storiche di M87* e Sagittarius A*, l’EHT continua a espandere il proprio campo d’azione. Studiare un blazar come OJ 287 significa spingersi oltre la semplice “fotografia” dell’ombra del buco nero, entrando nel territorio dinamico della fisica dei getti.

È un passo ulteriore verso la comprensione completa dei nuclei galattici attivi e della loro influenza sull’evoluzione delle galassie.


📖 Per approfondire

Per i dettagli tecnici delle osservazioni e le implicazioni scientifiche complete, leggi l’articolo originale su Media INAF:

👉 https://www.media.inaf.it/2026/01/08/eht-studia-il-getto-di-oj287/


Con ogni nuova osservazione, l’EHT dimostra che i buchi neri non sono soltanto oggetti oscuri e silenziosi, ma motori cosmici capaci di plasmare l’Universo su scale immense.

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