Un improvviso aumento della velocità di rotazione è stato osservato nella pulsar radio PSR B1834-10. Si tratta del quarto evento di questo tipo registrato per questa stella di neutroni, a circa cinque anni dal precedente episodio del 2021. La scoperta è stata annunciata il 4 novembre 2026 attraverso The Astronomer’s Telegram (ATel #18140).
Una piccola variazione nella rotazione di una stella di neutroni
Le pulsar sono stelle di neutroni in rapida rotazione, resti estremamente compatti prodotti dall’evoluzione finale di alcune stelle massicce. Caratterizzate da densità straordinarie e intensi campi magnetici, emettono fasci di radiazione elettromagnetica che, attraversando periodicamente la nostra linea di vista, possono essere rilevati come impulsi regolari.
Questa straordinaria regolarità rende le pulsar veri e propri orologi cosmici, la cui rotazione può essere monitorata con grande precisione attraverso osservazioni radioastronomiche.
Tuttavia, il loro comportamento non è sempre perfettamente regolare. In alcune occasioni si verificano improvvisi aumenti della frequenza di rotazione, fenomeni conosciuti come glitch.
È proprio quanto osservato recentemente nella pulsar PSR B1834-10, identificata anche come PSR J1836-1008.
La scoperta attraverso il radiotelescopio Lovell
La scoperta è stata annunciata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Manchester, composto da Benjamin Shaw, Danai Antonopoulou, Michael J. Keith, Andrew G. Lyne, Benjamin W. Stappers e Patrick Weltevrede.
La pulsar viene monitorata nell’ambito del Jodrell Bank Pulsar Timing Programme, un programma di osservazioni sistematiche dedicato allo studio della rotazione delle pulsar.
Le osservazioni vengono effettuate mediamente ogni due settimane utilizzando il radiotelescopio Lovell, presso il Jodrell Bank Observatory, con una banda di osservazione larga 384 MHz e centrata sulla frequenza di 1532 MHz.
PSR B1834-10 presenta una frequenza di rotazione di circa 1,78 Hz, corrispondente a un periodo di circa 0,562 secondi. La sua età caratteristica è stimata in 756.000 anni.
Il nuovo glitch sarebbe avvenuto intorno al 20 ottobre 2026, circa cinque anni dopo l’ultimo evento registrato nel 2021.
L’identificazione è stata possibile grazie a una procedura automatizzata di analisi dei tempi di arrivo degli impulsi radio, progettata per individuare variazioni improvvise nella frequenza di rotazione.
Quanto è grande il glitch osservato?
L’analisi preliminare indica un aumento relativo della frequenza di rotazione pari a:
Δν/ν = (2,4 ± 0,3) × 10⁻⁹
Si tratta di una variazione estremamente piccola, dell’ordine di poche parti per miliardo.
Considerando la frequenza di rotazione della pulsar, il cambiamento assoluto risulta approssimativamente:
Δν ≈ 4,3 × 10⁻⁹ Hz
Un valore apparentemente insignificante, ma perfettamente rilevabile attraverso le tecniche di pulsar timing, che permettono di confrontare con elevata precisione i tempi di arrivo degli impulsi radio con quelli previsti dai modelli di rotazione.
L’epoca del glitch è stata stimata intorno alla data giuliana modificata MJD 61333 ± 1, corrispondente approssimativamente al 20 ottobre 2026.
Perché le pulsar subiscono questi improvvisi cambiamenti?
I glitch rappresentano uno degli aspetti più interessanti della fisica delle stelle di neutroni, perché permettono di studiare processi che avvengono nelle loro regioni interne, altrimenti impossibili da osservare direttamente.
Una delle interpretazioni principali coinvolge la componente superfluida presente all’interno della stella.
Durante la normale evoluzione, una pulsar perde gradualmente energia rotazionale e rallenta. Parte del superfluido interno può però mantenere una velocità di rotazione differente rispetto alla crosta esterna.
Quando si verificano determinate condizioni, una parte del momento angolare immagazzinato nel superfluido può essere trasferita alla componente della stella osservabile attraverso la sua emissione radio, provocando un improvviso aumento della frequenza di rotazione.
Un altro possibile contributo è legato a modificazioni della struttura della crosta, sottoposta a sollecitazioni meccaniche durante il rallentamento della stella.
La natura esatta dei glitch e il ruolo dei diversi meccanismi rimangono argomenti di ricerca. Ogni nuovo evento fornisce informazioni preziose sulla struttura interna, sulle proprietà della materia ultradensa e sull’accoppiamento tra le diverse componenti di una stella di neutroni.
Nessuna variazione significativa dopo l’evento, almeno per ora
Un elemento interessante riguarda il comportamento della pulsar successivamente al glitch.
Secondo quanto riportato dai ricercatori, le prime analisi non mostrano evidenze di fenomeni transitori successivi all’evento, né di variazioni significative nel tasso di rallentamento della stella.
In alcune pulsar, infatti, dopo un glitch si osserva un graduale recupero della frequenza di rotazione verso il comportamento precedente, oppure una modifica persistente della velocità con cui la stella rallenta.
Nel caso di PSR B1834-10, almeno sulla base delle osservazioni attualmente disponibili, non sono stati identificati segnali di questo tipo.
Il gruppo di ricerca ha pertanto deciso di intensificare la frequenza delle osservazioni, con l’obiettivo di caratterizzare meglio l’evoluzione successiva all’evento.
Gli autori incoraggiano inoltre osservazioni di conferma e monitoraggio da parte di altre strutture radioastronomiche.
L’importanza del monitoraggio radioastronomico continuo
La scoperta del quarto glitch di PSR B1834-10 dimostra ancora una volta quanto siano importanti i programmi osservativi di lunga durata.
Molti fenomeni astrofisici non possono essere studiati attraverso osservazioni isolate, ma richiedono raccolte sistematiche di dati estese per anni o decenni.
Nel caso delle pulsar, il monitoraggio regolare consente non soltanto di individuare improvvise variazioni della rotazione, ma anche di studiare fenomeni più sottili, come il timing noise, le variazioni del rallentamento rotazionale e gli eventuali processi di recupero successivi ai glitch.
L’impiego di procedure automatiche di identificazione rappresenta inoltre uno strumento importante per analizzare grandi quantità di dati e riconoscere tempestivamente eventi che meritano ulteriori osservazioni.
Il nuovo glitch di PSR B1834-10 costituisce quindi un ulteriore tassello nella comprensione della dinamica interna delle stelle di neutroni, oggetti che continuano a offrire opportunità uniche per studiare la materia in condizioni fisiche estreme.
Fonte
Benjamin Shaw et al., A glitch in the radio pulsar PSR B1834-10, The Astronomer’s Telegram, ATel #18140, pubblicato il 4 novembre 2026 alle 09:29 UT.Leggi la comunicazione scientifica originale – ATel #18140
