Scoperto un nuovo Fast Radio Burst nei dati del radiotelescopio FAST

Scoperto un nuovo Fast Radio Burst nei dati del radiotelescopio FAST

Un nuovo Fast Radio Burst (FRB) è stato individuato nei dati d’archivio del più grande radiotelescopio al mondo: il Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope (FAST), in Cina.

La scoperta, annunciata nell’ATel #17800, riguarda un singolo impulso radio estremamente energetico, designato come DFC001 (Drift-scan FRB Candidate 001), identificato all’interno del programma osservativo POP (Piggyback Observation of Pulsars).


⚡ Un impulso durato appena pochi millisecondi

Il segnale è stato rilevato nei dati raccolti il 19 maggio 2024, ma identificato solo successivamente grazie a una pipeline avanzata di ricerca di impulsi singoli basata su TrensientX.

Le caratteristiche dell’evento sono particolarmente interessanti:

  • Durata impulso: 3,7 millisecondi
  • Rapporto segnale/rumore: 22
  • Misura di dispersione (DM): 1846,7 pc cm⁻³
  • Frequenze osservate: 1,05–1,45 GHz

Un valore di DM così elevato è uno degli elementi più importanti della scoperta.


🌌 Un’origine extragalattica quasi certa

La misura di dispersione indica quanto il segnale radio sia stato rallentato attraversando plasma ionizzato lungo il viaggio cosmico.

Secondo il modello galattico YMW16, lungo questa linea di vista la Via Lattea dovrebbe contribuire con appena 21 pc cm⁻³. Il valore osservato è quindi enormemente superiore, confermando che la sorgente si trova ben oltre la nostra Galassia.

La distanza stimata è di circa:

5,6 miliardi di parsec (5,6 Gpc)

Stiamo quindi osservando un segnale partito quando l’Universo era molto più giovane di oggi.


🔭 Il ruolo del FAST

Il radiotelescopio FAST, con il suo enorme riflettore da 500 metri, è oggi uno degli strumenti più sensibili al mondo per la ricerca di FRB, pulsar e fenomeni transienti radio.

Grazie alla combinazione di:

  • grande area collettiva
  • elevata sensibilità
  • alta risoluzione temporale

FAST è in grado di rilevare impulsi debolissimi provenienti da distanze cosmologiche.


📡 Un FRB non ripetitivo?

Gli astronomi hanno effettuato una successiva osservazione di follow-up il 28 aprile 2026, monitorando la sorgente per circa un’ora.

Il risultato:

  • nessun nuovo impulso rilevato
  • nessun segnale periodico osservato

Questo suggerisce che DFC001 possa appartenere alla categoria dei FRB non ripetitivi, anche se saranno necessarie ulteriori osservazioni per confermarlo.


🧠 Perché gli FRB sono così importanti?

I Fast Radio Burst sono oggi uno dei grandi misteri dell’astrofisica moderna. Nonostante ne siano stati scoperti centinaia, la loro origine fisica resta ancora dibattuta.

Tra le ipotesi principali troviamo:

  • magnetar estremamente attive
  • collassi compatti catastrofici
  • fenomeni magnetici ad alta energia

Ma gli FRB non sono solo enigmatici: rappresentano anche strumenti cosmologici straordinari. Attraversando miliardi di anni luce di spazio intergalattico, i loro segnali permettono di studiare:

  • la distribuzione della materia barionica
  • i campi magnetici cosmici
  • il plasma intergalattico

🌠 Un archivio pieno di tesori nascosti

Uno degli aspetti più affascinanti di questa scoperta è che il segnale era già presente nei dati raccolti quasi due anni prima della sua identificazione.

Questo dimostra quanto gli archivi radioastronomici moderni siano ricchi di eventi ancora da scoprire e quanto l’uso di nuove pipeline di analisi e intelligenza artificiale possa rivoluzionare la ricerca dei transienti cosmici.


Ogni nuovo FRB aggiunge un tassello a un puzzle ancora incompleto. E DFC001, arrivato da miliardi di anni luce di distanza, ci ricorda ancora una volta quanto l’Universo radio sia dinamico, violento e pieno di sorprese.

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