La sorgente X XTE J1810-189 torna sotto i riflettori. Dopo la ripresa dell’attività osservata nel settembre 2026, il sistema è stato seguito a diverse lunghezze d’onda e, il 19 ottobre 2026, il radiotelescopio MeerKAT in Sudafrica ha rilevato una sorgente radio compatibile con la posizione della stella di neutroni.
I risultati sono stati comunicati il 25 ottobre 2026 attraverso The Astronomer’s Telegram n. 18119 (ATel #18119) da un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Souvik Manik, con la partecipazione di istituti indiani, della Technical University of Denmark e dell’Università degli Studi di Cagliari.
Una sorgente tornata attiva dopo molti anni
XTE J1810-189 è una binaria a raggi X di piccola massa, un sistema nel quale una stella di neutroni sottrae materia a una compagna di massa relativamente bassa. Il gas trasferito verso l’oggetto compatto forma un disco di accrescimento e, avvicinandosi alla stella di neutroni, raggiunge temperature elevatissime, producendo un’intensa emissione nei raggi X.
La sorgente era stata scoperta durante un outburst nel 2008 e la sua posizione era stata successivamente determinata con grande precisione grazie all’osservatorio spaziale Chandra.
Nel settembre 2026 il monitor MAXI/GSC ha segnalato una nuova fase di attività. Sono quindi iniziate osservazioni coordinate con diversi strumenti, tra cui NuSTAR e il telescopio XRT del Neil Gehrels Swift Observatory. Durante questa campagna è stato rilevato anche un burst termonucleare di raggi X, un fenomeno prodotto dall’accumulo e dalla successiva combustione esplosiva di materiale sulla superficie della stella di neutroni.
MeerKAT punta XTE J1810-189
Il 19 ottobre XTE J1810-189 è stata osservata anche con MeerKAT, il grande interferometro radio situato in Sudafrica. L’osservazione, effettuata contemporaneamente a quella di NuSTAR, è iniziata alle 16:56:13 UTC ed è durata complessivamente circa 1,32 ore, con circa un’ora effettivamente dedicata alla sorgente.
Le osservazioni sono state condotte in banda L, nell’intervallo compreso tra 856 e 1712 MHz, con una frequenza centrale di 1,28 GHz. MeerKAT ha utilizzato baseline fino a circa 7,23 km, ottenendo un fascio sintetizzato di circa 6,11 × 5,65 secondi d’arco.
L’immagine risultante mostra un campo radio particolarmente complesso, caratterizzato dalla presenza di resti di supernova, regioni H II ed emissioni filamentose diffuse.
Proprio in questo ambiente è stata individuata una sorgente radio alle coordinate RA 18h 10m 20,90s, Dec −19° 04′ 14,19″.
La posizione risulta spostata di circa 3 secondi d’arco rispetto a quella determinata da Chandra e di circa 2,6 secondi d’arco rispetto alla posizione radio nominale ottenuta successivamente con il Very Large Array. Entrambe le posizioni ricadono comunque all’interno del fascio sintetizzato dell’immagine MeerKAT.
Per questo motivo i ricercatori ritengono possibile l’associazione della sorgente radio con XTE J1810-189, anche se saranno necessarie ulteriori verifiche astrometriche per confermare definitivamente l’identificazione.
Un segnale radio di circa 123 microjansky
La sorgente osservata da MeerKAT presenta una densità di flusso di circa 123 μJy a 1280 MHz, mentre il rumore RMS dell’immagine è di circa 15 μJy per fascio.
Il risultato è particolarmente interessante anche alla luce delle osservazioni effettuate due giorni più tardi, il 21 ottobre, con il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA). In quel caso XTE J1810-189 è stata rilevata a 10 GHz con una densità di flusso di 87,3 ± 6,7 μJy.
Le due osservazioni, effettuate a frequenze molto differenti e a distanza di appena due giorni, forniscono quindi nuovi elementi per studiare il comportamento radio della sorgente durante l’attuale fase di attività.
L’analisi dettagliata dei dati potrà aiutare a caratterizzare meglio l’emissione radio e, soprattutto, a comprenderne la relazione con i processi di accrescimento che avvengono attorno alla stella di neutroni.
Osservazioni coordinate su tutto lo spettro
Il caso di XTE J1810-189 mostra ancora una volta l’importanza delle osservazioni multi-frequenza nello studio dei sistemi binari contenenti oggetti compatti. Raggi X e onde radio permettono infatti di osservare aspetti differenti dello stesso fenomeno: da una parte il materiale che precipita verso la stella di neutroni e i processi energetici che avvengono nelle sue immediate vicinanze, dall’altra l’eventuale formazione di strutture ed emissioni radio associate all’attività di accrescimento.
Le osservazioni simultanee di MeerKAT e NuSTAR, insieme ai dati ottenuti da Swift, MAXI e VLA, permetteranno così di ricostruire con maggiore dettaglio l’evoluzione dell’outburst di XTE J1810-189.
I risultati preliminari delle osservazioni MeerKAT sono stati pubblicati il 25 ottobre 2026 nell’ATel #18119, a testimonianza di una campagna osservativa ancora in pieno svolgimento.
