Dall’idea al radiotelescopio: l’evoluzione di un progetto amatoriale

Dall’idea al radiotelescopio: l’evoluzione di un progetto amatoriale

Tra le esperienze presentate a ICARA 2026, Francesco Grassi ha raccontato la nascita e l’evoluzione nel tempo di un progetto di radiotelescopio amatoriale, mostrando come un’idea coltivata per molti anni possa trasformarsi, grazie alle tecnologie oggi disponibili, in un vero strumento per esplorare il cielo nelle onde radio.

L’interesse per la radioastronomia risale infatti a molti anni fa, quando la difficoltà nel reperire componenti e strumenti adeguati rendeva particolarmente complessa la realizzazione di un sistema osservativo amatoriale. La diffusione della televisione satellitare, dei ricevitori SDR e di componenti elettronici sempre più economici e facilmente reperibili ha però cambiato radicalmente la situazione, permettendo di riprendere quel progetto iniziale.

Il primo passo è stato relativamente semplice: una parabola satellitare da 125 centimetri e un ricevitore dedicato alla radioastronomia hanno consentito di rilevare la radiazione termica proveniente dal Sole. Da qui è nata però una nuova sfida: non limitarsi a registrare l’intensità del segnale, ma provare a trasformare le osservazioni in vere e proprie radiomappe.

Per raggiungere questo obiettivo è stato necessario sviluppare sia un sistema capace di controllare automaticamente il movimento della parabola sia un software in grado di mettere in relazione la posizione dell’antenna con i dati radio ricevuti. Le prime sperimentazioni hanno così permesso di ottenere radiomappe del Sole e della Luna, aprendo la strada a modalità osservative sempre più evolute.

Il progetto è successivamente cresciuto con l’installazione di una parabola mesh da tre metri, pensata anche per osservare la caratteristica emissione dell’idrogeno neutro a 1420 MHz e quindi affrontare lo studio radio della nostra Galassia. La necessità di rilevare segnali molto più deboli ha richiesto un ulteriore passo avanti, introducendo la possibilità di inseguire singole porzioni di cielo e integrare il segnale per periodi più lunghi.

Parallelamente sono stati sviluppati un nuovo sistema di controllo dell’antenna e il software RadioMap, capace di gestire diverse modalità di osservazione e di costruire progressivamente le mappe a partire dai dati raccolti.

La relazione presentata a ICARA 2026 ha quindi raccontato non soltanto la costruzione di uno strumento, ma soprattutto un percorso di sperimentazione continua, nel quale ogni risultato ha suggerito un nuovo miglioramento. Un esempio concreto di come la radioastronomia amatoriale possa unire astronomia, elettronica, informatica e autocostruzione, trasformando strumenti e componenti relativamente comuni in un mezzo per osservare quell’Universo invisibile che i tradizionali telescopi ottici non possono mostrarci.