Tra gli interventi presentati a ICARA 2026, Andrea Dell’Immagine ha illustrato come l’osservazione dei segnali radio possa essere utilizzata per studiare la ionosfera e riconoscere le perturbazioni provocate dall’attività del Sole.
L’attività solare può essere osservata direttamente in diversi modi, ad esempio attraverso immagini in H-alpha, misure dei raggi X effettuate dai satelliti oppure osservazioni nelle bande radio. Esiste però anche un approccio indiretto: studiare ciò che accade nell’atmosfera terrestre quando viene investita dalle radiazioni prodotte dal Sole. Brillamenti e altri fenomeni solari possono infatti modificare rapidamente le condizioni della ionosfera, provocando variazioni nella propagazione delle onde radio, disturbi e, nei casi più intensi, veri e propri blackout delle comunicazioni in onde corte.
La relazione si è concentrata in particolare sulla tecnica del Doppler sounding, basata sull’osservazione estremamente precisa della frequenza di segnali radio conosciuti. Le onde radio, durante il loro percorso, interagiscono con gli strati ionizzati dell’alta atmosfera: quando questi strati si muovono o vengono perturbati, anche la frequenza del segnale ricevuto può subire piccolissime variazioni. Misurarle permette quindi di seguire indirettamente ciò che sta accadendo nella ionosfera.
Per queste osservazioni Dell’Immagine ha utilizzato i segnali del sistema OK0EU, confrontando i risultati ottenuti anche con quelli di stazioni geomagnetiche. La presentazione ha mostrato esempi relativi alle tempeste geomagnetiche del 24 marzo e del 10 ottobre 2024, evidenziando come le perturbazioni possano lasciare una firma riconoscibile nei segnali radio ricevuti.
Il sistema osservativo impiegato è relativamente compatto e comprende un’antenna a loop, un ricevitore SDR e software per l’analisi dei segnali. Le osservazioni effettuate dalla stazione di Barga mostrano inoltre quanto la propagazione radio cambi normalmente nel corso della giornata, con comportamenti differenti all’alba, durante il giorno, al tramonto e nelle ore notturne.
Nel corso dell’intervento sono stati presentati anche esempi di perturbazioni associate a brillamenti solari, onde acustico-gravitative e tempeste geomagnetiche, tra cui quella di classe G3 del 1° gennaio 2025.
La relazione ha mostrato così come un segnale radio apparentemente stabile possa diventare una vera e propria sonda dell’atmosfera terrestre. Osservandone con precisione le variazioni è possibile seguire gli effetti dell’attività solare sulla ionosfera e contribuire allo studio di quel complesso rapporto tra Sole e Terra che oggi viene indicato con il termine Space Weather.
