Dai muoni ai raggi cosmici a ICARA 2026

Dai muoni ai raggi cosmici a ICARA 2026

Tra le esperienze presentate a ICARA 2026, Carlo Vinante ha illustrato il lavoro svolto con MUONEKAR, un telescopio amatoriale per muoni utilizzato per studiare le variazioni del flusso dei raggi cosmici che raggiungono la Terra.

I raggi cosmici sono particelle estremamente energetiche provenienti dal Sole, dalla nostra Galassia e da sorgenti extragalattiche. Quando raggiungono l’atmosfera terrestre interagiscono con essa, generando vere e proprie cascate di particelle secondarie. Tra queste troviamo i muoni, particelle molto penetranti che riescono facilmente a raggiungere il livello del suolo e possono quindi essere rilevate anche con strumenti relativamente accessibili.

Il progetto presentato al congresso nasce dal rivelatore CRD1, realizzato da Antonio Zanardo utilizzando venti tubi Geiger-Müller disposti su due piani. Dopo una prima fase osservativa sul Monte Venda, lo strumento è stato trasferito nel 2024 a Cima Ekar, a 1366 metri di quota, assumendo il nome con cui oggi è conosciuto.

Una parte importante del lavoro è stata dedicata alla verifica dell’affidabilità delle misure e alla comprensione dei fattori ambientali che possono influenzarle, come pressione e temperatura atmosferica. I dati raccolti da EKAR sono stati quindi messi a confronto con quelli dei Neutron Monitor, strumenti utilizzati a livello scientifico per il monitoraggio dei raggi cosmici.

Il confronto ha permesso di riconoscere nei dati di EKAR fenomeni legati direttamente all’attività solare. Tra questi figurano le cosiddette Forbush Decrease, diminuzioni temporanee del flusso dei raggi cosmici osservati sulla Terra in seguito all’arrivo di perturbazioni prodotte dall’attività solare. La presentazione ha mostrato, ad esempio, gli eventi dell’11 ottobre 2024 e del 18 gennaio 2026, confrontando l’andamento registrato da MUONEKAR con quello di altri osservatori.

Le osservazioni hanno inoltre permesso di approfondire le variazioni giornaliere del flusso dei raggi cosmici e le differenze temporali riscontrate fra stazioni situate in luoghi diversi, mostrando come la posizione geografica e il campo magnetico terrestre abbiano un ruolo importante nelle misure.

Il lavoro presentato a ICARA 2026 rappresenta così un interessante esempio di come una strumentazione nata in ambito amatoriale possa essere utilizzata per seguire fenomeni fisici reali e confrontare i propri risultati con quelli delle reti scientifiche internazionali.

Grazie anche alla collaborazione con INAF, MUONEKAR continua oggi la propria attività di monitoraggio e raccolta dati, che vengono messi a disposizione della comunità.