Tra i lavori presentati a ICARA 2026, Francesco Di Giovanni ha raccontato un percorso che mostra molto bene quanto la radioastronomia amatoriale possa oggi spingersi oltre la semplice ricezione di segnali, arrivando a confrontarsi con grandi archivi di dati e con alcuni degli argomenti più affascinanti dell’astronomia moderna.
Il punto di partenza è stato decisamente concreto: la costruzione di una parabola per radioastronomia realizzata attraverso la stampa 3D, con un diametro iniziale di 120 centimetri e la possibilità di estenderla fino a 180 centimetri. Da questa esperienza il progetto si è progressivamente ampliato, spostando l’attenzione non soltanto sugli strumenti utilizzati per osservare il cielo radio, ma anche su ciò che può essere fatto con i dati una volta acquisiti.
È in questo contesto che nasce HALO – Hub for Any Line Observation, un progetto pensato per lavorare con dati radioastronomici provenienti anche da differenti strumenti e grandi survey. La relazione ha mostrato, in particolare, alcune applicazioni dedicate allo studio dell’idrogeno neutro, la cui emissione radio permette di ricavare informazioni sulla distribuzione e sul movimento del gas nelle galassie.
Un esempio particolarmente significativo ha riguardato M74 (NGC 628). Utilizzando dati ottenuti con il grande radiotelescopio FAST nell’ambito del progetto FEASTS, HALO consente di passare dai dati osservativi a diverse rappresentazioni della galassia: è possibile visualizzare la distribuzione del gas, studiarne il movimento e analizzare la sua rotazione.
Ma il percorso presentato a ICARA è andato ancora più lontano. HALO è stato infatti utilizzato anche per avvicinarsi alla rappresentazione della struttura tridimensionale dell’Universo locale, utilizzando i dati del progetto Cosmicflows. In questo modo entrano in scena strutture cosmiche enormi come Laniakea, Perseus-Pisces, Shapley, Hercules e Coma, fino alla regione dell’Ammasso della Norma, associata al celebre Grande Attrattore.
La relazione ha quindi raccontato un’evoluzione interessante: da un piccolo radiotelescopio autocostruito alla possibilità di esplorare e rappresentare dati prodotti da alcuni dei più importanti progetti radioastronomici internazionali. Un percorso che dimostra come strumenti accessibili, software e disponibilità di grandi archivi pubblici possano aprire nuove possibilità anche nel campo della radioastronomia amatoriale.
Il progetto HALO è tuttora in evoluzione: tra i prossimi sviluppi è prevista l’introduzione di nuovi parser e nuovi moduli, ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo e di analisi dei dati.
